Il cuore nero dei movimenti integralisti: Savarese e Provita alla corte dei nostalgici missini



È tra pareti cosparse di crocefissi e simboli di estrema destra che Filippo Savarese (portavoce della Manif pour tous Italia nonché dipendente di Ignacio Arsuaga) e Alessandro Fiore (portavoce dell'associazione integralista Provita Onlus nonché figlio del leader di Forza Nuova) hanno partecipato ad un evento organizzato a quello che viene definito come «il terzo incontro del ciclo di eventi della sezione di Piazza Tuscolo sulla famiglia e contro l'ideologia gender» volto a sostenere che «spetta a noi difendere l'innocenza delle future generazioni, contro il relativismo che attanaglia la nostra società».
Il relativismo, ovviamente, sarebbe il sostenere che sia necessario togliere pari dignità alle famiglie altrui pur di esigere che i propri pruriti sessuali siano elevati a fonte di privilegi giuridici esclusivi. Non a caso Piazza Tuscolo è uno di quei circoli di estrema che invoca il nome di Dio per sostenere che chi scappa dalle guerra debba morire a casa sua senza disturbare i loro interessi o che inneggia ad una "terza Roma". Per chi non lo sapesse, si tratta progetto del nazionalista russo Dugin volto a creare le basi per una nuova società che veda in Mosca la sua capitale e in cui regni quello che lui definisce come «il fascismo perfetto».
Il comizio è stato introdotto da Andrea Frabotta, un'esponente dell'estrema destra romana che dice di essere stato formato dal senatore Gasparri, mentre a dirsi "moderatore" di due integralisti che si davano ragione a vicenda è l'ex vicedirettore del Tg1 Roberto Rossetti.
Sullo sfondo manifesti in cui si parla del 4 novembre 1918, ossia la data dell'entrata in vigore del cosiddetto armistizio di Villa Giusti con il quale si fa convenzionalmente coincidere la fine della Prima guerra mondiale, come di una «vittoria dello straniero». E sui muri fotografie missine e manifesti inneggiati alle "camicie grigioverdi".

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