Riparte domani la stagione dei Pride



Prenderà il via domani, da Arezzo, l'Onda Pride 2017. Sono ventiquattro i cortei che quest'anno attraverseranno l'Italia, tre in più rispetto allo scorso anno e con alcune novità importanti, come ad esempio il primo Pride in Basilicata.
Apre la stagione il corteo del Toscana Pride, che dopo il successo del 2016 a Firenze, quest'anno sfila per la prima volta ad Arezzo: l'appuntamento per domani, 27 maggio alle ore 15 in piazza della Libertà con un corteo che è l'esito del lavoro di rete tra 14 associazioni del territorio toscano. Altri due esordi importanti sono in programma per il weekend successivo: sabato 3 giugno a Potenza sfilerà per la prima volta il Basilicata Pride e in contemporanea, a molti chilometri di distanza, anche Reggio Emilia scenderà nelle strade per il suo primo Pride. Un'altra "prima volta" è in arrivo per sabato 10 giugno: il Pride del Triveneto debutta in Friuli Venezia Giulia e fa tappa a Udine. Stessa data per l'ormai storico Roma Pride e per il ritorno del Pavia Pride. Appuntamento il 17 giugno con il Pride di Brescia, altra novità di quest'anno, e con i Pride di Torino e Varese. Durerà come di consueto tre giorni, dal 23 al 25 giugno, il Perugia Pride Village, mentre sfileranno sabato 24 giugno i cortei di Catania, Milano, Napoli e il Lazio Pride di Latina. Ben 5 Pride sono in programma per sabato 1 luglio: saranno a Bologna, Genova, Palermo, per la prima volta a Cosenza e infine a Bari, dove il Pride fa ritorno dopo un'assenza di 14 anni. L'8 luglio arriverà il Sardegna Pride, al debutto nella città di Sassari. Stesso giorno per un altro esordio, quello del Piemonte Pride a Alba. Infine sfileranno nel cuore dell'estate il Siracusa Pride, in programma per sabato 15 luglio, il Rimini Summer Pride, in arrivo il sabato 29 luglio, e il Salento Pride di Gallipoli che chiuderà l'onda sabato 19 agosto.

«È il momento di tornare nelle strade -commenta Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay- di ribadire il nostro orgoglio. Il Pride, pur avendo una tradizione di molti anni nel nostro Paese, non perde mai di forza e di necessità. Basta leggere i giornali che in questi settimane raccontano i preparativi: giungono notizie di polemiche, contromanifestazioni, processioni riparatorie, bagarre di palazzo. E contemporaneamente da Paesi più o meno lontani dal nostro arriva il racconto di persone lgbti perseguitate, recluse, torturate, uccise. Come in Cecenia ma purtroppo non soltanto lì. C'è una cultura omotransfobica, tutt'altro che residuale, che cerca di marginalizzare, escludere o colpire le persone che non corrispondono ai modelli dell'eterosessualità obbligatoria e del binarismo di genere. Quando questa cultura è minoritaria produce processioni riparatorie, quando è maggioritaria campi di concentramento e persecuzioni: il legame che tiene assieme questi due fatti va denunciato senza ambiguità ed è nostro dovere contrastarli, mettere in campo la nostra Resistenza, intesa non come il ricordo di qualcosa che fu, bensì come una pratica necessaria, contemporanea, urgente. Ma il Pride è anche orgoglio, e per tanti ragazzi e ragazze lgbti è la possibilità di rendersi visibili nello spazio pubblico, spesso per la prima volta, per quello che sono: un fatto che è straordinario nella vita di ciascuna e ciascuno di loro, delle loro famiglie, degli amici e delle amiche. Ognuna di queste storie rende indispensabile ogni anno e in ogni città un corteo dell'orgoglio lgbti. Resistenza, Orgoglio e infine Lotta: per la piena uguaglianza tra tutte e tutti, per il matrimonio e ugualitario e per il riconoscimento di tutte le forme di famiglia attraverso cui la nostra società si rafforza e cresce. Per il riconoscimento delle famiglie omogenitoriali e per una politica sulla genitorialità che metta finalmente al centro i diritti dei bambini e delle bambine, al sicuro dalle scorribande ideologiche degli adulti. Lotta per l'autodeterminazione dei corpi e per il contrasto all'omotransfobia e a tutte le forme forme di violenza che attraversano la nostra quotidianità. Lotta per il diritto alla salute, al lavoro, al welfare, all'educazione, all'accoglienza, senza stigma o discriminazioni, nel rispetto della dignità di tutte e tutti. Per questo da domani diamo il via alla nostra onda: che sia una grande stagione dell'orgoglio».

Per tutte le informazione è possibile consultare il sito www.ondapride.it.
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