Gandolfini porta in Italia l'autobus transofobico di Ignacio Arsuaga



L'autobus transofobico di Ignacio Arsuaga ha creato proteste in Spagna e negli Stati Uniti, con milioni di persone che si sono sentite offese dal messaggio offensivo e distorto riportato sulla sua fiancata. Ma dato che l'insulto e l'offesa verso il prossimo paiono eccitare come scolarette tutti quei sedicenti "cristiani" che dedicano la propria vita a sostenere che bisognerebbe vietare per legge di pensarla diversamente da loro, ecco che a portarlo in Italia ci penserà Massimo Gandolfini e Filippo Savarese (il dipendente di Ignacio Arsuaga che guida la Manif pour tous Italia e l'area italiana della CitizenGo di Arsuaga).
L'annuncio è stato dato durante una "serata di gala" legata alla manifestazione pricipalmente forzanovista "Marcia per la vita" in cui si è anche provveduto a premiare chi ha maggiormente rovinato la vita delle persone gay a vantaggio della propaganda politica di estrema destra. Ad aggiudicarsi quei poco invidiabili trofei dell'odio troviamo Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia; Carlo Amedeo Giovanardi, senatore della Repubblica; Massimo Gandolfini, portavoce del Family day; Virginia Coda Nunziante, portavoce del comitato della Marcia per la Vita; Costanza Miriano, giornalista e donna sottomessa; Giuseppe Noia, medico; Federica Picchi, CEO di Dominus Production.
È a loro che potranno andare i "ringraziamenti" di quei bambini che non hanno tutele, di quegli adolescenti bullizzati a scuola e di chi ha sofferto a causa dell'omofobia che loro hanno strenuamente promosso nell'ultimo anno.
L'autobus transofobico di Ignacio Arsuaga (un pullman arancione con scritto "I bambini sono maschi, le bambine sono femmine, la natura non si cambia, stop Gender nelle scuole") inizierà a viaggiare per l'Italia da ottobre con lo scopo di offendere la vita e la dignità di quante più persone riesca loro. Poi si andrà tutti a far la comunione in chiesa, felici di aver sostenuto che l'infecondo matrimonio di Gandolfini debba valere più di quello di un gay e che lui solo debba poter adottare dei figli solo perché a lui piace la f*ga.
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